Parigi, tre giorni non bastano!

Tempo fa volevo stupire la mia ragazza con un regalo speciale. E così quando trovai dei voli per Parigi a prezzi economici, andata e ritorno in tre giorni. Acquistai due biglietti. Una settimana dopo atterrammo nella città romantica per eccellenza.
Appena arrivati, andammo a sistemarci in albergo. Già la traversata fra l’aeroporto e il nostro hotel ci accennò a quanto fosse bella la città. Naturalmente, per due che non sono mai stati a Parigi la prima cosa che decidemmo di  vedere non poteva che essere la Tour Eiffel.
La fila alla Tour Eiffel in un primo momento ci scoraggiò, era decisamente lunga. Ma di certo non si poteva tornare a casa senza averla visitata e pazientemente attendemmo il nostro turno. In cima, lo sguardo su Parigi a quell’altezza mozza il fiato. È imponente, Parigi fino a perdita d’occhio e il sole che le disegna morbido i contorni. Prima di scattare foto, c’è da godersi qualche minuto su questo incredibile spettacolo (incredibile, per essere più prosaico, come i prezzi dei ristoranti all’interno della Torre !).
Fattasi sera, su consiglio di un amico, andiamo a mangiare un boccone e a bere una birra a Place St.-Michel, nel quartiere latino. Benché il nome potrebbe far pensare ad atmosfere e vitalità del mondo sudamericano, il quartiere latino è in realtà profondamente e tipicamente francese. Mi avevano già detto che è pieno di vita e locali fino a notte fonda e in effetti fino all’una di venerdì sera, orario in cui decidiamo di guadagnare la via dell’albergo, era ancora pieno di gente.
La mattina seguente è la volta del Louvre. Il che vuol dire, naturalmente, andare ad ammirare l’opera di Leonardo, la Gioconda. Non avrei mai immaginato che dinanzi a quel quadro ci si potesse accalcare una folla da stadio, una torma di fotografi in estasi quasi dinanzi ad una rock star. In effetti qui di una “star” si parla, senz’altro, ma per ammirarla da vicino per qualche secondo, bisogna un po’ attendere il proprio turno e sgomitare un po’. Quindi passiamo alla sezione egizia, alla sezione greca (entrambe impressionanti) e ce ne usciamo non senza aver prima ammirato alcuni fra  i dipinti più celebri del mondo (La libertà che guida il popolo di Delacroix, La Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci, San Sebastiano di Mantegna solo per citarne alcuni). In questo sensazionale tempio d’Arte e Cultura abbiamo decisamente perso il senso tempo che, tiranno, scappa, corre e fugge. Ma noi non vogliamo perderci Notre-Dame e consultata la mappa della metro (si trova praticamente ovunque gratis o scaricabile da interno) scendiamo a St-Michel-Notre Dame.
La cattedrale, la cui imponenza e maestosità è indescrivibile a parole, è proprio nel Punto Zero della Francia. Ovvero, da qui, o più precisamente dalla sua “stella di bronzo”, parte il calcolo di tutte le distanze stradali francesi. La cattedrale, protagonista dell’omonimo romanzo di Hugo, vanta inoltre di custodire all’interno della La Sainte Chapelle reliquie del cristianesimo preziosissime, fra cui la corona di spine di Cristo e un chiodo della sua croce. Stanchissimi, torniamo a dormire.
Il giorno dopo è l’ultimo, ma giacché il volo è alla sera (e la metro funziona alla grande, velocissima) decidiamo di passeggiare per il cimitero di Père – Lachaise, che ci avevano suggerito, oltre che per le tombe di personaggi fra i più famosi del mondo, anche per la bellezza e a volte la stravaganza di molte di queste. Attorno alle sepolcro di Jim Morrison, Oscar Wilde, Chopin o Marcel Proust bivaccano schiere di fan in preghiera o scattanti foto.
Di lì passiamo al mercato delle pulci Saint Ouen, dove si trova tutto di tutto. Vorremmo godercelo di più e girovagare con calma alla ricerca di qualche buon affare (è impressionante, qualunque cosa dalla A alla Z è qui!), ma siamo costretti ad incamminarci in hotel a recuperare i bagagli e dirigerci all’aeroporto.
Prima di accomiatarci da questa splendida città, le lasciamo la promessa di tornare a visitarla!
Guest post di Michele

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