Diario di viaggio Valencia

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.
John Steinbeck

Il secondo giorno a Valencia è dedicato alla visita della città, del centro storico, dei suoi musei e dei monumenti più importanti.

27 Novembre 2010

Mi alzo alle 9.30 ca, non c’è stato bisogno neanche della sveglia, proprio un bel record per me. Oggi sarà il giorno della verità 24 ore di solitudine. Sarò capace di superarla?

L’hotel sembra essersi svegliato già da parecchio, sento i rumori delle porte, i clienti che parlano e camminano per i corridoi, direi che l’hotel è  proprio sveglio! Mi vado a fare una bella doccia e poi desayuno. L’hotel offre un’ottima colazione a buffet per solo 5€, ma preferisco uscire per vedere,scoprire e ascoltare come fanno i Valenciani colazione. Lungo la strada che porta alla fermata della metro trovo una caffetteria molto carina, entro e ordino un caffè con leche (la loro versione di latte macchiato) trovare un cappuccino sarebbe stato un miracolo, peccato. Oltre al caffè con leche prendo anche un croissant a la plancha, cosa che mangio ogni volta che sono in terra spagnola. La caffetteria è quasi vuota, molti clienti entrano, ordinano e vanno via, scambio due chiacchiere con il barista, un signore anziano prossimo alla pensione, che mi racconta che il sabato mattina non si lavora molto. Pago, saluto e vado via.

Arrivo alla stazione della metro, compro un biglietto e scopro che la metro a Valencia è carissima rispetto a Roma, 2,40€  per una corsa semplice mentre un viaggio andata e ritorno costa solo 2,90€. La mia fermata è Colón, dopo neanche 5 minuti arrivo a destinazione durante il viaggio in metro ascolto un po’ di Vasco (La noia) e mi domando se ho fatto bene a fare questo viaggio. Uscendo dalla stazione percorro la calle de las barcas e mi trovo subito di fronte al bellissimo palazzo del Banco di Valencia e ad un toursist point.  Entro curioso nel tourist point, una bellissima ragazza mi accoglie chiedendomi se ho bisogno di aiuto, con un sorriso rispondo di si. La ragazza mi da tutte le indicazioni necessarie per visitare il centro della città, i musei e i monumenti principali di Valencia, sarei rimasto ore a guardarla e parlarci, decisamente una meraviglia Valenciana. La ringrazio e proseguo con il tour di Valencia, vado via con un bellissimo volantino con tutti i punti d’interesse cerchiati. Prima tappa Plaça Ayuntamiento, mentre cammino per le strade di Valencia noto subito che la città è pulitissima, per terra non c’è neanche una cicca di sigaretta, la gente cammina con il sorriso stampato sul volto, il tempo oggi non è niente di che, nuvoloso e cupo, spero proprio che non piova anche perchè mi sono dimenticato l’ombrello in hotel.

Arrivo a Plaça Ayuntamiento la piazza è grandissima e si capisce subito che è il centro politico della città, di fronte al palazzo municipale risiedono gli uffici della posta centrale di Valencia. Ammiro la piazza ancora per un po’ quando faccio un incontro inaspettato. Un uomo sulla quarantina dall’aspetto molto signorile mi ferma e mi fa un po’ di domande, all’inizio ho pensato che fosse un gay intento ad approcciare un bellissimo ragazzo :D, ma poi capisco che non aveva quelle intenzioni, mi invita a prendere un caffè alla caffetteria di fronte alla piazza, istintivamente ho accettato, non vedendo nessun pericolo. L’uomo si chiama Miguel (spero che si scriva così) mi chiede perchè sono qui a Valencia, se per piacere o per lavoro, gli spiego il mio progetto di visitare le capitali europee e che Valencia è stato il mio giro pilota. Miguel mi sembra molto interessato, mi fa i complimenti per la mia idea originale, però ecco che scopro il vero motivo di questa chiacchierata, Miguel, mi prende la mano e mi dice: “Yo se, cosa ser la soledad, si tu quieras una mujer para la noche, me puedes llamar“,  sorrido e capisco che Miguel è un pappone che cura molto bene gli aspetti con il cliente (customer care), tra le mani mi trovo il biglietto da visita di una casa chiamata “la divina commedia“, sicuramente non è la casa di Dante 😀 . Saluto Miguel e gli dico che se sentirò quel bisogno non esiterò a chiamarlo! 😀

Dopo l’esperienza con Miguel riprendo il mio giro turistico nella città della vela, direzione Mercado Central, il mercato chiuso di Valencia si trova davanti alla Lonja de la seta(mercato della seta) trovandomi sul lato della Lonja visito prima questo edificio che è stato decretato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO negli anni ’90. Un vero simbolo dell’architettura gotica della città di Valencia. Lascio la Lonja in direzione Mercado Central, il mercato centrale non è un monumento, nè un’attrazione per turisti, ma è semplicemente il mercato di Valencia, si può trovare qualsiasi cosa da mangiare dalla frutta secca al prosciutto crudo di Madrid (che è ottimo). Il mercato è ispirazione di vita, si vedono colori affascinanti, la gente si racconta gli aneddoti quotidiani, i bambini corrono tra i banchi, i genitori che urlano ai figli di non correre e i turisti che fotografano i vari banchi. Uno spettacolo. Un luogo che emette emozioni! Da visitare.

Dopo aver fatto un po’ di foto del mercato mi rimetto in viaggio, prossima tappa Plaza de la Reina, il centro di Valencia, lungo il cammino mi fermo a guardare le meraviglie che offrono i palazzi del centro storico e scatto qualche foto, anche se la macchinetta mi inizia a dare un po’ di problemi. Valencia è una città a passo d’uomo, non esiste traffico. Lungo il cammino verso la piazza sono immerso ancora nei miei pensieri, una vocina nella mia testa non fa altro che domandarmi: “ce la farai?”.  Arrivo in Plaça Reina mi colpisce immediatamente la maestosità della cattedrale che si affaccia sulla piazza. La piazza è piena di turisti, la maggior parte italiani e francesi, giro un po’ per la piazza sono le due passate e il mio stomaco inizia un po’ a brontolare, mi ricordo che il simpatico taxista valenciano mi aveva consigliato di mangiare l’arroz negro a “La Taberna de la Reina”, cerco il ristorante, ragazzi non è stato per niente semplice! Entro scoprendo che non si trattava del posto consigliato dal mio amico taxista ma era un locale che preparava solo tapas e insalate :D, va beh il mio stomaco aveva troppa fame per uscire e cercare un’altro ristorante! Prendo una birra, un paio di tapas con il prosciutto crudo e un po’ di tapas con la seppia, il menu è ottimo, il locale è tranquillo e non c’è troppo casino, passo un’oretta nel locale e sono già pronto a continuare la mia visita, ah dimenticavo il menu è costato meno di 8€ (Se volesse spendere poco leggete i consigli di Federica: Valencia, dove mangiare con meno di 10€). Entro nella cattedrale la visita costa 4.50€ con l’audio guida, l’interno della cattedrale è affascinante come l’esterno, le opere d’arte sono di una bellezza unica, i due quadri del Goya, sono stupendi e mi ricordano la visita al museo del Prado a Madrid. Decido di salire la Torre del Micalet, costo 2€, la salita è più dura di quello che pensavo, e la salita della torre di Narnia al confronto è stato un gioco da ragazzi. Arrivo su in cima con il fiatone, ma il panorama che scorgo dalla torre è qualcosa che non avevo mai visto, si ha la visione della città a 360°, peccato per il tempo, rimango in cima per circa una mezz’oretta, scatto un po’ di foto e parlo un po’ una coppietta di Salerno.

To be continued…

 


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