Diario di viaggio Valencia prima parte

Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.
Albert Einstein

Questo viaggio a Valencia lo dedico ai miei amici vecchi e nuovi, ai miei colleghi, alla mia famiglia e a tutte le persone che sono sempre nei miei pensieri! E’ stato il mio giro pilota,  il test è stato passato con successo, il viaggio in solitaria non è tanto malvagio come pensavo, certo alcune volte ho sentito un po’ la solitudine però ho anche avuto momenti emozionanti e a tratti comici.

26 Novembre 2010

Alle 17.30 ca inizia il viaggio verso Valencia, il mio collega Stefano (che ringrazio :P) gentilmente mi accompagna alla fermata della metro Garbatella. Arrivati, saluto Stefano e corro a prendere la metro destinazione Piramide. Giunto a Piramide cammino spedito verso la biglietteria per fare il biglietto da Parco Leonardo a Fiumicino Aeroporto che costa semplicemente un 1€ come mi ha suggerito il collega blogger Danilo, scopro a malincuore che alle 17.45 la biglietteria con l’omino è già chiusa, succede.

Mi sposto verso le biglietterie automatiche, la fila alle macchinette è infinita, il treno sta per partire, avendo poco tempo decido di spostarmi verso le macchinette dove si può pagare solo con le carta di credito o con  il bancomat che non avevano fila. Seleziono la stazione di partenza e quella  di destinazione del biglietto ma al momento del pagamento la carta viene rifiutata d’oh! Riprovo, niente la carta viene sempre sputata, proprio non gli piace :(, forse è proprio per questo che non avevano la fila!

Sono le 18.00 è alle 18.03 parte il treno, va beh correrò il rischio di prendere la multa. Salgo sul treno mi siedo nel piano superiore, prendo il mio libro (la moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo) e inizio a leggere, il viaggio è tranquillo non succede niente di strano, il treno viaggia in perfetto orario una cosa molto rara. Arrivati in prossimità di Fiumicino sento la fatidica frase: “Biglietti“, cavolo e ora cosa faccio?!?

Mi alzo facendo finta di niente e inizio a prepararmi per scendere, sento una strana sensazione salire dai piedi verso la testa, raramente viaggio senza biglietto, con molta calma sistemo il libro nel trolley e scendo al piano inferiore, mentre scendo le scale con la coda dell’occhio vedo il controllore salire, speriamo che non mi abbia visto. Pericolo scampato, le mie coronarie sono state messe a dura prova!

Arrivo all’aeroporto verso le 18.45 ca cerco nel tabellone il volo, perfetto, terminal 3 come indicava il biglietto, raggiungo il terminal e mi metto in fila ai controlli di sicurezza. Ai controlli assisto alle solite scene di gente che si dimentica di togliere i liquidi dalle borse o cerca di portare sull’aereo ogni tipo di cosa non consentita, la fila comunque procede veloce, ci metto poco più di mezz’ora, sono in perfetto orario.

Finiti i controlli mi do una sistemata e proseguo verso il gate, al duty free passando davanti a un negozio di cellulari mi viene in mente di aver dimenticato il carica batterie del cellulare a casa. Il cellulare ha 3 tacche cercherò di economizzare la batteria, arrivo al gate e tutto sembra essere tranquillo, iniziano ad arrivare il personale di terra della Vueling, con il simpatico attrezzo per misurare la valigia e tutte le carte per procedere alle operazioni di imbarco, dopo un po’ vedo uno strano movimento le hostess e gli stewart fanno telefonate un po’ sospette, il mio istinto non sbagliava e infatti dopo poco uno stewart che sembrava l’incrocio tra Bud Spencer e un messicano ci annuncia che il volo avrà 2 ore di ritardo per un problema tecnico. Mi rilasso su una sedia e mi metto a leggere durante l’attesa.

Passate le due ore sempre lo stesso stewart paffutello annuncia che il gate è stato cambiato, mi alzo, prendo il trolley e raggiungo la porta d’imbarco, l’imbarco è veloce, il personale di terra si limita a controllare solo le carte d’imbarco, e neanche dopo 5 minuti mi ritrovo già seduto sul mio posto sull’aereo. Il volo è tranquillo, vicino a me ho una signora che sta andando a trovare la figlia che sta facendo l’erasmus ad Alicante e dopo neanche 1 e 40 minuti arriviamo a Valencia, il paesaggio che si può ammirare dal finestrino è qualcosa di meraviglioso. Valencia è tutta ricoperta di un favoloso gioco di luci come se fosse in procinto di infuocarsi tutta, uno spettacolo meraviglioso.

Taxi all'aeroporto di ValenciaArrivato a terra mi informo se la stazione della metro dell’aeroporto è ancora aperta, ma alle 00.30 come già sapevo la metro è chiusa,  mi metto alla ricerca di un taxi, aspetto un po’ giusto il tempo di una sigaretta ed ecco che arriva un bel taxi bianco tutto per me, do la dirección del hotel all’autista, domando quanto tempo ci impiegheremo, mi spiega che l’hotel non è molto lontano e che impiegheremo una 15 di minuti per arrivare, l’autista è molto disponibile e gli chiedo altre informazioni utili, tipo dove andare a mangiare la paella o le cose più buone da mangiare a Valencia, se il Valencia F.C. gioca in casa, gli chiedo anche se avrò problemi a parlare il castigliano, lui mi dice che Valencia non è Barcellona, dopo questa risposta capisco che non avrò nessun problema!

Arriviamo al hotel Villarreal, pago i 17€ per il suo disturbo (neanche troppo visto il costo) e lo saluto, entro in hotel e faccio il rito del check-in avrò la stanza 405, salgo in camera, sono stanco morto, ma sto morendo dalla fame e di sete, apro il frigo bar ma è vuoto, d’oh!! Scendo alla reception per chiedere se a quest’ora fosse possibile trovare qualche locale in zona aperto che vendeva qualcosa di commestibile, il signore della reception mi indica molto gentilmente una strada.

Tapas a ValenciaPercorro tutta la calle ma di locali aperti non se ne vedono, cammino per un 600 metri e alla mia sinistra vedo un locale che vende cocktail, proviamo a vedere cosa ha! Il locale è molto carino e molto fashion, il ragazzo dietro al bancone mi chiede subito cosa desidero, io gli chiedo se hanno qualcosa da mangiare e un birra! Il barman mi dice che la cucina a quest’ora è chiusa e che l’unica cosa che hanno sono le tapas. Non avendo molta scelta mi lascio consigliare da un signore vicino a me la fotocopia di Sancho Panza, lui mi suggerisce delle tapas di seppia con una salsa di maionese, l’aspetto non mi entusiasma molto ma diamo fiducia a Sancho Panza! Devo dire che il mio istinto non sbaglia, quelle seppie facevano proprio schifo, Sancho Panza mi chiede come erano e io gli rispondo che non erano un granché, con un sorriso Sancho mi dice di essere il cuoco del locale, io scoppio a ridere e penso di aver fatto la mia solita figura di m…a,  cerco di riprendermi, ma lui con un altro sorriso mi dice che l’avevo finite troppo velocemente per non essermi piaciute, infatti avevo una fame che mi sarei mangiato qualsiasi cosa.

Scopro che Sancho Panza in realtà si chiama Daniel, che è un tifoso sfegatato del Valencia e che gli piace molto la Roma come squadra italiana! Passiamo la serata a bere birra e a scambiarci aneddoti di vita, Daniel è proprio un Sancho Panza simpatico! Dopo aver passato 2 ore a parlare di calcio, di cibo e di GnaGna ci salutiamo.

Ritorno in hotel e finalmente mi metto a dormire.

To be continued…


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